I cieli narrano la gloria di Dio e l’opera delle sue mani annunzia il firmamento 
Salmo 19,2http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Ricordi di famiglia

Buio. No, non è abbastanza. Non credevo che fosse così difficile trovare un posto all’esterno che fosse assolutamente buio! Dovunque andavamo c’era sempre il lampioncino di una casa, la luce di una cittadina che si irradiava dietro la collina, una stradina debolmente illuminata, che tracciava una riga di puntini bianchi sul dorso nero della montagna.

Salivo addentrandomi nel bosco, guidando lentamente, con grande attenzione, finché finalmente, dietro non so quante curve, ho trovato quello che cercavo: spenti i fari non si vedeva assolutamente nulla, solo il buio totale (almeno per i nostri occhi umani, così limitati).

Scendendo dalla macchina con la torcia accesa, mi domandavo se era stato imprudente arrivare fin lì con mia moglie, mia madre anziana ed i miei tre figli di dodici, sei e quattro anni.

Mia madre stava rischiando di cadere, mia moglie imprecava che era pericoloso fermare la macchina lì, al bordo di una stradina di campagna, con le luci spente, i miei figli lanciavano gridolini in apparenza allegri, ma che nascondevano un po’ di tensione, se non di paura.

“Silenzio! Fermatevi qui, state tutti zitti e……guardate in alto!” Ancora un poco di trambusto e poi un corale

“Ooh che bello!”

http://www.dreamstime.com/stock-images-space-stars-background-image23332584

Il silenzio che ne seguì sottolineò che eravamo tutti con il naso all’insù a contemplare uno spettacolo incredibile. Il cielo ci appariva come non lo avevamo mai visto prima: nero, immenso, profondo, punteggiato da migliaia e migliaia di stelle di tutte le grandezze, che apparivano nitide e splendenti mentre lanciavano i loro segnali luminosi verso di noi, segnali in viaggio attraverso lo spazio da miliardi di anni, testimoni della storia dell’Universo.

Era come se un messaggio silenzioso, ma, al contempo, forte e chiaro ci penetrasse nell’intimo per parlarci di una perfezione assoluta, di una bellezza straordinaria, di una grandezza incommensurabile.

Nel mio animo si facevano strada due sentimenti contrastanti: l’umiltà di sentirmi piccolo, quasi un nulla davanti a tale immensità, e l’orgoglio di sentirmi il luogo privilegiato dell’Universo in cui la materia, unita allo spirito, si fa coscienza e la coscienza si fa contemplazione e la contemplazione si fa adorazione per l’Autore di tutto questo spettacolo.

“Papà, ho freddo!” disse la piccola e l’incanto sparì, ma, tornando, un silenzio inusuale mi confermò che avevamo avuto tutti la stessa sensazione e che quella esperienza, così semplice e così unica, ci era rimasta nel cuore.

http://www.dreamstime.com/stock-photography-asian-woman-looking-night-city-sitting-roof-back-to-camera-under-starry-sky-image33413532

Tanti prima di me

Nel corso dei secoli, molti uomini hanno fatto e descritto un’esperienza simile alla mia.

Enrico Fermi,

insigne fisico nucleare italiano del secolo scorso, ad esempio, la racconta con queste parole:

fermi-enrico-lavagna

Sono trascorsi molti anni, ma ricordo come fosse ieri. Ero giovanissimo, avevo l’illusione che l’intelligenza umana potesse arrivare a tutto……

Una sera, anzi una notte, mentre aspettavo il sonno tardo a venire, seduto sull’erba di un prato, ascoltavo le placide conversazioni di alcuni contadini lì presso, i quali dicevano cose molto semplici, ma non volgari né frivole……

Infine si tacquero, come se la maestà serena e solenne di quella notte italica, priva di luna, ma folta di stelle, avesse versato su quei semplici spiriti un misterioso incanto. Ruppe il silenzio, ma non l’incanto, la voce grave di un grosso contadino, rozzo in apparenza, che stando disteso sul prato con gli occhi volti alle stelle, esclamò, quasi obbedendo ad una ispirazione profonda:

«Come è bello! Eppure c’è chi dice che Dio non esiste».

Lo ripeto, quella frase del vecchio contadino in quel luogo, in quell’ora: dopo mesi di studi aridissimi, toccò tanto al vivo l’animo mio che ricordo la semplice scena come se fosse ieri.

…….Quel contadino umbro non sapeva nemmeno leggere. Ma c’era nell’animo suo, custoditovi da una vita onesta e laboriosa, un breve angolo in cui scendeva la luce di Dio, con una potenza non troppo inferiore a quella dei profeti e forse superiore a quella dei filosofi 

Guardando il cielo

Giovanni Keplero,

lo studioso che definì per primo, nel diciassettesimo secolo, le leggi matematiche del movimento dei pianeti intorno al Sole: n modo simile si esprimeva nella conclusione del suo libro, “L’Armonia del Mondo”, 

images

Interrompo di proposito e il sonno e la vastissima speculazione, esclamando dinanzi a tanto spettacolo, con il Re suonatore di cetra (il re biblico Davide autore di molti Salmi):

grande è il Signore nostro, grande è la Sua virtù, la Sua sapienza non ha confini;

lodatelo voi, o cieli, e lodatelo voi, o Sole, o Luna, o Pianeti, qualunque senso per percepire e qualunque lingua adoperiate per manifestare il vostro Creatore;

lodatelo voi, o armonie dei cieli, lodatelo voi che osservate le armonie manifeste;

loda anche tu, anima mia, il Signore creatore tuo finché vivrò;

infatti da Lui, per Lui e in Lui ci sono tutte le cose

Giovanni Keplero, L’Armonia del Mondo

Emmanuele Kant,

filosofo del diciottesimo secolo, concludeva così uno dei suoi libri più famosi, la “Critica della ragion pratica” :

Immanuel Kant

Due cose mi riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse:

il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me.

Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità, o fossero nel trascendente fuori dal mio orizzonte;

io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza

Emmanuele Kant, Critica della ragion pratica

             .


Una Una sequela immensa di scienziati di oggi e di ieri, credenti e non credenti, ha manifestato il proprio stupore davanti alla incredibile perfezione del cosmo e delle sue leggi: alcuni hanno manifestato la loro sincera meraviglia davanti all’armonia delle figure geometriche disegnate in un fiocco di neve o davanti alla precisione straordinaria con cui le forze dell’Universo sono tra loro calibrate, altri davanti alla serie innumerevole di eventi provvidenziali che hanno guidato l’evoluzione della vita.

http://www.dreamstime.com/stock-photography-einstein-image5453352

Non cerco di immaginare un Dio; mi basta guardare con stupore e ammirazione la struttura del mondo, per quanto essa si lascia cogliere dai nostri sensi inadeguati. 

Albert Einstein,lettera a S.Flesh,1954

Molti hanno confessato, con sincerità ed un po’ d’imbarazzo, di avere la fortissima impressione di trovarsi di fronte ad

un disegno globale

 che si compie progressivamente facendo emergere

il Cosmo dal Caos

 l’ordine dal disordine, contro ogni apparente tendenza spontanea della materia.

st_augustine_of_hippo

Osserviamo la grandiosa fabbrica del mondo. E dall’immensità e bellezza di questa fabbrica, già amiamo l’inestimabile grandezza e bellezza del suo artefice, benché ancora non ci sia possibile contemplarla.

S.Agostino d’Ippona, Sul Salmo 103,1.

La scienza ha seppellito Dio?

Eppure oggi la credenza comune è che la scienza abbia svelato tutte le leggi della materia ed abbia dimostrato che non ci sia alcun bisogno di un dio.

Che ogni fenomeno, sentimento, perfino la nostra coscienza, siano spiegabili in termini di equazioni matematiche, di leggi fisiche, di formule chimiche, di segnali ormonali, alla cui origine non c’è che la cieca casualità.

L’uomo non sarebbe allora che una macchina biologica, una sorta di superscimmia nata per caso e destinata alla morte, al totale annullamento.

Da che parte sarà la Verità?


Leave A Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *