Lettera Enciclica

 sulla cura della casa comune 

Francesco

ll Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse (Gen 2,15)

 

Le terre non si potranno vendere per sempre, 

perché la terra è miahttp://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

e voi siete presso di me come ospiti e forestieri (Lv 25, 23)

L’enciclica si compone di una introduzione e di sei capitoli.

La breve sintesi sotto riportata è stata al momento tratta dall’articolo su Wikipedia.

Mi riservo appena possibile di inserire una mia sintesi e commento, con attenzione ai temi trattati su questo sito.

Introduzione

Nell’introduzione, il papa ricorda l’insegnamento dei suoi predecessori (Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI) sulla questione del rapporto dell’umanità con la creazione, richiama gli interventi in materia del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, e la figura di san Francesco di Assisi. Il pontefice conclude questa introduzione con un appello personale per la “ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale”[2], sottolineando che “abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti”.[3]

Fin dalle prime righe[4], Francesco indica che la crisi ecologica è “una conseguenza drammatica dell’attività incontrollata dell’essere umano” e che “attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, egli rischia di distruggerla e di essere a sua volta vittima di siffatta degradazione”. Indica l'”urgenza e la necessità di un mutamento radicale nella condotta dell’umanità”, perché, ha detto, senza un “un autentico progresso sociale e morale” la crescita economica e il progresso tecnologico più prodigioso possono ripercuotersi contro l’uomo. Per questi motivi, il papa richiama l’uomo ad una “conversione ecologica globale”, ad “un’autentica ecologia umana”[5], ad “un’ecologia ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità”[6], a “eliminare le cause strutturali delle disfunzioni dell’economia mondiale e di correggere i modelli di crescita che sembrano incapaci di garantire il rispetto dell’ambiente”[7].

L’introduzione termina con un forte invito a tutti gli uomini di buona volontà, credenti e non credenti: “Il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere, è un mistero gaudioso che contempliamo nella letizia e nella lode”[8]; “tutti possiamo collaborare come strumenti di Dio per la cura della creazione, ognuno con la propria cultura ed esperienza, le proprie iniziative e capacità”[9].

terra

1. Quello che sta accadendo alla nostra casa

inquinamento« In primo luogo, farò un breve percorso attraverso vari aspetti dell’attuale crisi ecologica allo scopo di assumere i migliori frutti della ricerca scientifica oggi disponibile, lasciarcene toccare in profondità e dare una base di concretezza al percorso etico e spirituale che segue. »
(Laudato si’, n. 15)
In questo primo capitolo, il Papa traccia un quadro dei mali di cui soffre la terra. Sottolinea nel suo preambolo che se “il cambiamento è qualcosa di auspicabile, diventa preoccupante quando si muta in deterioramento del mondo e della qualità della vita di gran parte dell’umanità”.[10] E aggiunge che “l’obiettivo [di questa prima parte] non è di raccogliere informazioni o saziare la nostra curiosità, ma di prendere dolorosa coscienza, osare trasformare in sofferenza personale quello che accade al mondo, e così riconoscere qual è il contributo che ciascuno può portare”.[11]

In questo capitolo il pontefice affronta i seguenti argomenti:

inquinamento e cambiamenti climatici
la questione dell’acqua
perdita di biodiversità
deterioramento della qualità della vita umana e degradazione sociale
inequità planetaria
la debolezza delle reazioni
diversità di opinioni.

2. Il vangelo della creazione

« A partire da questa panoramica, riprenderò alcune argomentazioni che scaturiscono dalla tradizione giudeo-cristiana, al fine di dare maggiore coerenza al nostro impegno per l’ambiente. » (Laudato si’, n. 15)
In questo secondo capitolo, Francesco affronta i temi ambientali ed ecologici a partire dal testi scritturistici della tradizione ebreo-cristiana, ossia dalla Bibbia. Benchè l’enciclica si rivolga a tutti, dunque anche a coloro che ritengono la fede irrilevante o irrazionale, oppure una “sottocultura che dev’essere semplicemente tollerata”, per il papa “la scienza e la religione, che forniscono approcci diversi alla realtà, possono entrare in un dialogo intenso e produttivo per entrambe”.[12]

In questo capitolo, sono affrontati i seguenti argomenti:

la luce che la fede offre
la sapienza dei racconti biblici
il mistero dell’universo
il messaggio di ogni creatura nell’armonia di tutto il creato
una comunione universale
la destinazione comune dei beni
lo sguardo di Gesù.

3. La radice umana della crisi ecologica

« Poi proverò ad arrivare alle radici della situazione attuale, in modo da coglierne non solo i sintomi ma anche le cause più profonde. »
(Laudato si’, n. 15)
In questo terzo capitolo, il pontefice affronta, secondo il suo punto di vista, le cause profonde della crisi ecologica e ambientale del nostro tempo, alla luce del “paradigma tecnocratico dominante”, ossia la tendenza “a credere che «ogni acquisto di potenza sia semplicemente progresso, accrescimento di sicurezza, di utilità, di benessere, di forza vitale, di pienezza di valori», come se la realtà, il bene e la verità sbocciassero spontaneamente dal potere stesso della tecnologia e dell’economia”.[13]

Il capitolo si compone di tre sezioni:

la tecnologia: creatività e potere
la globalizzazione del paradigma tecnocratico
crisi e conseguenze dell’antropocentrismo moderno.

Decisione

4. Un’ecologia integrale

« Così potremo proporre un’ecologia che, nelle sue diverse dimensioni, integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda. » (Laudato si’, n. 15)
Dopo la disamina sulla situazione attuale e sulle cause della crisi ecologica e ambientale, papa Francesco affronta la parte propositiva della sua enciclica, alla luce di una ecologia integrale, di una ecologia cioè che parta dal convincimento che l’uomo è parte integrante della natura e dell’ambiente in cui vive: “Quando parliamo di “ambiente” facciamo riferimento anche a una particolare relazione: quella tra la natura e la società che la abita. Questo ci impedisce di considerare la natura come qualcosa di separato da noi o come una mera cornice della nostra vita. Siamo inclusi in essa, siamo parte di essa e ne siamo compenetrati”.[14] Per questo motivo, una ecologia che sia veramente integrale deve comprendere “chiaramente le dimensioni umane e sociali”[15] considerate non separatamente, ma nelle loro interazioni.[16]

Il capitolo comprende le seguenti sezioni:

ecologia ambientale, economica e sociale
ecologia culturale
ecologia della vita quotidiana
il principio del bene comune
la giustizia tra le generazioni.

5. Alcune linee di orientamento e di azione

pollution« Alla luce di tale riflessione vorrei fare un passo avanti in alcune ampie linee di dialogo e di azione che coinvolgano sia ognuno di noi, sia la politica internazionale. »
(Laudato si’, n. 15)
Papa Francesco non si limita ad enunciare dei principi, ma suggerisce anche alcune linee di orientamento e di azione, intese come “grandi percorsi di dialogo che ci aiutino ad uscire dalla spirale di autodistruzione in cui stiamo affondando”.[17] Sono cinque i percorsi indicati dal pontefice:

il dialogo sull’ambiente nella politica internazionale
il dialogo verso nuove politiche nazionali e locali
dialogo e trasparenza nei processi decisionali
politica ed economia in dialogo per la pienezza umana
le religioni nel dialogo con le scienze.

6. Educazione e spiritualità ecologica

« Infine, poiché sono convinto che ogni cambiamento ha bisogno di motivazioni e di un cammino educativo, proporrò alcune linee di maturazione umana ispirate al tesoro dell’esperienza spirituale cristiana. » (Laudato si’, n. 15)
Nell’ultimo capitolo, papa Francesco suggerisce alcune riflessioni per “riorientare la propria rotta”, per cambiare quell’umanità a cui manca “la coscienza di un’origine comune, di una mutua appartenenza e di un futuro condiviso da tutti”. Per questo motivo è necessaria un’educazione ed una spiritualità ecologica, per lo “sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita”.[18]

Il capitolo si compone di nove sezioni:

puntare su un altro stile di vita
educare all’alleanza tra l’umanità e l’ambiente
la conversione ecologica
gioia e pace
amore civile e politico
i segni sacramentali e il riposo celebrativo
la Trinità e la relazione tra le creature
la Regina di tutto il creato
al di là del sole.

Maria Regina

Conclusione

Papa Francesco conclude la sua enciclica con due preghiere, “una che possiamo condividere tutti quanti crediamo in un Dio creatore onnipotente, e un’altra affinché noi cristiani sappiamo assumere gli impegni verso il creato che il Vangelo di Gesù ci propone”.[19]


Preghiera per la nostra terrapapa francesco

Dio onnipotente, che sei presente in tutto l’universo e nella più piccola delle tue creature, Tu che circondi con la tua tenerezza tutto quanto esiste, riversa in noi la forza del tuo amore affinché ci prendiamo cura della vita e della bellezza.

Inondaci di pace, perché viviamo come fratelli e sorelle senza nuocere a nessuno.

185 O Dio dei poveri, aiutaci a riscattare gli abbandonati e i dimenticati di questa terra che tanto valgono ai tuoi occhi.

Risana la nostra vita, affinché proteggiamo il mondo e non lo deprediamo, affinché seminiamo bellezza e non inquinamento e distruzione.

Tocca i cuori di quanti cercano solo vantaggi a spese dei poveri e della terra.

Insegnaci a scoprire il valore di ogni cosa, a contemplare con stupore, a riconoscere che siamo profondamente uniti con tutte le creature nel nostro cammino verso la tua luce infinita.

Grazie perché sei con noi tutti i giorni. Sostienici, per favore, nella nostra lotta per la giustizia, l’amore e la pace.


Preghiera cristiana con il creatoPraying copy

Ti lodiamo, Padre, con tutte le tue creature, che sono uscite dalla tua mano potente. Sono tue, e sono colme della tua presenza e della tua tenerezza.

Laudato si’! Figlio di Dio, Gesù, da te sono state create tutte le cose.

Hai preso forma nel seno materno di Maria, ti sei fatto parte di questa terra, 186 e hai guardato questo mondo con occhi umani.

Oggi sei vivo in ogni creatura con la tua gloria di risorto.

Laudato si’! Spirito Santo, che con la tua luce orienti questo mondo verso l’amore del Padre e accompagni il gemito della creazione, tu pure vivi nei nostri cuori per spingerci al bene.

Laudato si’! Signore Dio, Uno e Trino, comunità stupenda di amore infinito, insegnaci a contemplarti nella bellezza dell’universo, dove tutto ci parla di te.

Risveglia la nostra lode e la nostra gratitudine per ogni essere che hai creato.

Donaci la grazia di sentirci intimamente uniti con tutto ciò che esiste.

Dio d’amore, mostraci il nostro posto in questo mondo come strumenti del tuo affetto per tutti gli esseri di questa terra, perché nemmeno uno di essi è dimenticato da te.

Illumina i padroni del potere e del denaro perché non cadano nel peccato dell’indifferenza, amino il bene comune, promuovano i deboli, e abbiano cura di questo mondo che abitiamo.

I poveri e la terra stanno gridando: Signore, prendi noi col tuo potere e la tua luce, per proteggere ogni vita, per preparare un futuro migliore, affinché venga il tuo Regno di giustizia, di pace, di amore e di bellezza. Laudato si’! Amen.

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