St Anthony

Il mio libro è il creato

Uno studioso chiese un giorno a Sant’Antonio, eremita egiziano del quarto secolo, che viveva in luoghi deserti pregando e svolgendo umili attività manuali: “Padre, come fai ad essere contento, se sei stato privato del conforto dei libri?”. Egli rispose: “Oh, filosofo, il mio libro è il creato, e tutte le volte che voglio leggere la Parola di Dio, questa è proprio di fronte a me”.

Un Dio onnipotente ed amorevole ha deciso di manifestarsi, di comunicare con te, sua creatura, in un modo straordinario ma non opprimente, in un modo stupefacente, ma visibile, solo, se hai deciso di aprire gli occhi e contemplare.

Poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l’intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità 

(Lettera ai Romani 1, 19-20)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Un po’ come un libro bellissimo, leggendo il quale si aprono alla tua immaginazione mondi fantastici, si spiegano alla tua mente misteri incomprensibili, si allarga il tuo cuore in una visione più ampia delle cose e si rallegra il tuo spirito.

il_signore_degli_anelli_(animazione)Il libro ti è stato donato, è lì, sul tuo comodino, ma sta a te prendere l’iniziativa, trovare il tempo e la voglia per iniziare a leggerlo. Da ragazzo, un giorno presi in mano un libro famoso “Il signore degli anelli” di Tolkien. Era un libro immenso, oltre 1.500 pagine. Prima di allora, il libro più voluminoso che avevo letto in vita mia, non superava un quinto di quella dimensione.“Forse è troppo per me, in fondo non sono un lettore accanito” mi dicevo da un lato, ma dall’altro la curiosità era tanta: molte persone infatti mi avevano detto di averlo letto e che era stata per loro un’esperienza molto bella. Alla fine decisi di cominciare a leggerlo: in fondo, se non avessi trovato nulla di particolarmente interessante, avrei sempre potuto sospendere la lettura, chiudere il libro e riporlo in libreria.

Beh, superate le prime pagine di ambientazione, mi trovai coinvolto in una storia piena di personaggi straordinari, di vicende travolgenti, di tenerezza e di amicizia, di coraggio e di terrore, di tristezza e di gioia, di piccole cose e di eventi grandiosi, coinvolto nell’eterna lotta tra il bene e il male. Non ci crederai, ma mi sono divorato più di mille pagine in pochi giorni, passando in secondo piano ogni altra mia attività. Giunto a due terzi del libro, ho addirittura rallentato il ritmo, per timore che il libro finisse troppo presto. Anche Dio, sicuramente ben più abile di Tolkien, ha scritto un libro immenso, illustrato, colorato, un libro che si dipana lungo i secoli, un libro la cui conclusione deve essere ancora scritta ed in cui anche tu sei chiamato a scrivere alcune pagine.

Ma come leggere questo libro?In che lingua è scritto?

Come possiamo comprendere questo…..

messaggio senza parole?

La nona sinfonia di Beethoven

Immaginiamo di voler conoscere approfonditamente

la nona sinfonia di Ludwig Van BeethovenBeethoven

composta dall’autore tedesco tra il 1822 ed il 1824, tre anni prima della morte, quando era diventato ormai completamente sordo.

Dicono gli storici della musica che il grave handicap, invece che fargli perdere le sue doti di compositore, ne accrebbe la creatività, così che, negli ultimi anni della sua vita, diede alla luce composizioni straordinarie e fortemente innovative, proprio mentre era quasi completamente isolato dal mondo.

Ma torniamo alla nostra Sinfonia (a proposito, prova ad ascoltarla una volta con attenzione, ne vale la pena!).

Un esperto di fisica acustica potrebbe digitalizzare i suoni prodotti dai singoli strumenti, analizzare le intensità e le frequenze delle onde sonore, e registrarne i risultati su grafici. Scoprirebbe un ordine e un armonia straordinari rispetto ad altre forme di suoni caotici che è abituato ad analizzare.

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http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-images-sheet-music-image29523829Un bravo musicista potrebbe analizzare la partitura del brano musicale, distinguerne i movimenti, identificare le variazioni dei ritmi e dei temi, il sovrapporsi progressivo degli strumenti dell’orchestra, l’alternarsi delle diverse melodie. Scoprirebbe ed apprezzerebbe quello che, non a caso, è stato definito uno dei capolavori più straordinari di tutta la storia della musica.

Un uomo di cultura, buon conoscitore della lingua tedesca, potrebbe gustare con soddisfazione le parole cantate dal coro, parole tratte dall’ode “Inno alla gioia” scritta dal poeta Friedrich von Schiller, parole che Beethoven ha scelto per il finale della sua sinfonia.

Questi versi non sono affatto estranei all’argomento di cui stiamo parlando, per cui vorrei proporti, qui di seguito, la traduzione delle due strofe conclusive:

Abbracciatevi, moltitudini! Questo bacio vada al mondo intero! Fratelli, sopra il cielo stellato regna un Padre caro ai buoni. Vi prostrate, moltitudini? Mondo, senti Iddio tu? Volgi lo sguardo a Lui lassù! Nelle Sue eterne regioni.Von Schiller

 

dall’Inno alla gioia di Friedrich von Schiller

 

 


 .

.                             Ma torniamo ai diversi modi di conoscere questa sinfonia: ogni uomo, colto o ignorante, può sedersi comodo in poltrona, chiudere gli occhi, mettersi in ascolto, lasciarsi trasportare e coinvolgere dall’atmosfera gioiosa della melodia, dalle emozioni trasmesse da questa straordinaria composizione musicale, emozioni che l’autore aveva percepito dentro di sé, quasi duecento anni prima, ed aveva voluto trasmettere ai suoi simili, contemporanei e posteri.

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Se Beethoven, un semplice essere umano, ha fatto questo, figurati di cosa è stato capace Dio! Ma ciò che volevo dire è che ci sono molti modi e molti livelli per conoscere ed apprezzare un’opera e nessuno è sbagliato.

Ogni diverso approccio

può rivelare un messaggio e l’insieme dei messaggi è ciò che più si avvicina alla vera intenzione dell’autore.

Dunque per leggere il nostro Libro senza parole ci verranno in soccorso la fisica, la matematica, l’astronomia, la chimica, la biologia, la geologia, la paleontologia, la storia, la sociologia e tutte le scienze che indagano sul mondo, la sua struttura, le sue leggi e la sua evoluzione.

Nulla ci impedirà tuttavia di cogliere semplicemente

l’immagine del Creatore nella pura contemplazione del creato intorno a noi

esperienza di cui abbiamo già parlato e che spero tu abbia fatto.

E’ possibile vedere Dio?

Chissà che, sfogliando un poco questo Libro, non potremo anche noi provare ciò che ha provato il grande naturalista svedese del ‘700, Carlo Linneo, il quale, dopo aver classificato oltre 4.000 diverse specie viventi, scrisse:

Il Dio eterno, il Dio immenso, sapientissimo e onnipotente è passato dinanzi a me. Io non l’ho veduto in volto, ma il riverbero della sua luce ha ricolmato di stupore l’anima mia. Io ho studiato qua e là le tracce dei suo passaggio nelle creature e in tutte le sue opere, anche le più piccole, le più impercettibili: quale forza, quale sapienza, quale immensa perfezioneLinneo

 

Carlo Linneo

Oppure potremo forse percepire qualcosa del sentimento provato da Albert Einstein, il quale, parlando del libro dell’Universo, scriveva:

Nessuno si può sottrarre a un sentimento di riverente commozione contemplando i misteri dell’eternità e della stupenda struttura della realtà… più leggiamo e più cresce la nostra ammirazione per la perfetta composizione del libro, anche se la soluzione generale sembra allontanarsi a misura che avanziamohttp://www.dreamstime.com/stock-photography-einstein-image5453352

Albert Einstein

 .                                                                             

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