Egli da principio creò l’uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere. Se vuoi, osserverai i comandamenti; l’essere fedele dipenderà dal tuo buon volere. Egli ti ha posto davanti il fuoco e l’acqua; là dove vuoi stenderai la tua mano. Davanti agli uomini stanno la vita e la morte; a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.        (Siracide 15, 14-17)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

L’arrivo dell’Uomo nello scenario della Terra ha costituito un cambiamento sconvolgente: l’Uomo non ha bisogno di farsi crescere una pelliccia, se ne procura una, può riscaldare la sua casa, può affrontare nemici più grandi e forti di lui, può costruire pozzi, palazzi, attrezzi per lavorare la terra, macchine che fanno i lavori più pesanti al suo posto.

Piuttosto che modificare se stesso, l’Uomo modifica l’ambiente e il passaggio dell’Uomo si vede, eccome, nel bene e nel male. Fiumi di cemento e asfalto, insieme a canali che irrigano il deserto e lande di terra coltivata, ponti, strade, acquedotti, città, luci, autocarri, navi, aeroplani, miniere, industrie, mercati, ospedali, discariche di rifiuti e armi, armi sempre più potenti.

Man mano che l’Uomo si affranca dalle sue necessità primarie, mangiare, bere, proteggersi dal freddo e dai predatori, ha sempre più tempo a disposizione per pensare, calcolare, progettare, inventare, socializzare, litigare e…fare guerra.

Oggi la libertà dell’Uomo

è così grande da fare paura

http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-images-superhero-kid-flying-fast-over-city-image35124549il senso di onnipotenza è quasi impressionante: armi chimiche, nucleari e biologiche possono sterminare la vita sulla Terra.

Lo stesso equilibrio del nostro pianeta è influenzato dai comportamenti di tutti noi. E i nostri comportamenti saranno determinanti anche per le generazioni future.

Per esempio, abbattere una foresta, senza piantare nuovi alberi, vuol dire aver creato un deserto, impoverito l’aria di ossigeno, reso il terreno più fragile rispetto ad alluvioni ed esondazioni.

Scegliere diventa per l’Uomo un compito sempre più pieno di serie conseguenze.

Questa è la responsabilità che consegue 

alla nostra grande libertà:

abbiamo ricevuto la custodia del giardino per goderne noi e consegnarlo migliore alle future generazioni. Cosa stiamo facendo?

Decisione

Libertà e responsabilità: da oltre cinquemila anni filosofi, giuristi e scienziati cercano di trovare definizioni adeguate, senza riuscirci.

Libertà è forse quell’assenza di regole e costrizioni che consente ad ognuno di noi di fare quello che meglio gli pare?

La pensavano così tanti ragazzi, che, per affermare la loro assoluta libertà, sono divenuti schiavi della peggiore delle schiavitù, la droga.http://www.dreamstime.com/stock-images-handcuffs-bottle-image17002694

Liberi, liberi…ma poi da che, gridava il cantautore Vasco Rossi in una sua canzone dai toni melanconici, quasi disperati.

Libertà, uguaglianza, fraternità, sembrano parole uscite dalla Bibbia, ma in realtà sono stati anche lo slogan della Rivoluzione Francese, in nome della quale sono state massacrate oltre due milioni di persone in una guerra fratricida, sotto un governo che si meritò giustamente il nome di Regime del Terrore.

“Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”. Gli risposero: “Noi siamo discendenza di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come puoi tu dire: Diventerete liberi?” (Giovanni 8, 31-33)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Certo, la nostra libertà è legata alla possibilità che abbiamo di scegliere tra due o più alternative, e ce n’è sempre una migliore. Ogni giorno la nostra vita è piena di piccole e grandi scelte. Molte sembrano ininfluenti (vuoi un tramezzino al tonno o al prosciutto?), altre sono decisive ed irreversibili (vuoi essere lo sposo di Giulia?), ma tutte hanno delle conseguenze.

Ti faccio un esempio: è sera, ho lavorato tutto il giorno fuori città ed ora sono tornato in albergo. Posso fare una lunga telefonata a casa per parlare con mia moglie, ascoltare i suoi problemi e dirle che le voglio bene, poi posso farmi passare i miei figli, ascoltare anche loro, incoraggiarli, consigliarli, se necessario rimproverarli.

Ma, in alternativa, posso mettermi a vedere un bel filmetto di quelli che a casa non oserei mai e poi prendermi cura di me, carezzarmi un po’, in fondo me lo sono meritato. O, magari, telefonare a quella collega molto carina, che ho incontrato oggi e mi diceva che ha grossi problemi con il marito. Potrei invitarla a cena, darle qualche consiglio e consolarla un po’.http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photos-3-way-forest-image24628708

Diceva San Paolo, che già conosciamo: “tutto posso ma non tutto mi giova”. E, aggiungerei, non giova neanche agli altri. Infatti, come per gli strani effetti universali della legge di gravità, anche le nostre azioni o non azioni sono piene di conseguenze verso persone vicine e lontane, verso l’Umanità intera.

Tra tutte le definizioni di libertà che ho ascoltato, quella che mi è piaciuta di più è stata quella di Giorgio Gaber, un cantautore milanese del secolo scorso, che cantava: “libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.

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Libertà è assumersi

le proprie responsabilità

sentirsi parte di un progetto più grande che può innalzare l’Umanità, è custodire ed arricchire il giardino che ci è stato affidato, è dominare gli istinti più egoistici, è vivere una vita piena di donazione e di amore, è morire sapendo di aver commesso tanti errori, ma anche di aver fatto qualcosa di buono, di aver lasciato

il mondo un po’ migliore

di come ci è stato consegnato.

Se mi dici: “ma io, da solo, cosa posso fare?” ti risponderò che tanti prima di te hanno creduto ai loro sogni e sono stati protagonisti di grandi o piccoli cambiamenti.

“Se intorno a tehttp://www.dreamstime.com/stock-image-candle-light-image13109271 c’è l’oscurità,

non imprecare ma accendi la tua candela”

(Kenneth Blanchard)“

MadreTeresaCiò che noi facciamo  è solo una goccia nell’oceano,

ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe  una goccia in meno”

(Madre Teresa di Calcutta)

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