La stadera e le bilance giuste appartengono al Signore,

sono opera sua tutti i pesi del sacchetto.

(Proverbi 16,11)

 Vorrei che tutti fossero come me;

ma ciascuno ha il proprio dono da Dio,

chi in un modo, chi in un altro.

(1 Corinzi 7, 7)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Il mio professore di anatomia umana normale, alla prima lezione, esordì dicendo che l’uomo che avremmo studiato durante il corso, non esisteva:

“Ho dissezionato centinaia e centinaia di corpi e vi posso assicurare che nessuno avrebbe potuto definirsi normale”.

I biologi conoscono da lungo tempo che una delle proprietà specifiche degli esseri viventi è la biodiversità, il fatto che non esistono due individui identici, che ogni individuo è unico ed irripetibile.

http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-image-group-multiethnic-diverse-mixed-occupation-people-image39964906Questa diversità ha consentito alla vita di resistere alle sfide ambientali più dure senza soccombere: là dove molti individui fallivano, ce n’era sempre qualcuno con le caratteristiche “giuste” per quella situazione, per assicurare la sopravvivenza.

Da notare che spesso questi individui così decisivi, nello scenario ambientale antecedente erano considerati dei poveri scherzi della natura, un po’ come la storia del brutto anatroccolo.

Prendere in giro la prima giraffa nata con il collo troppo lungo era il divertimento preferito di tutte le giraffe dal collo corto. Ma, quando giunse la carestia, fu lei, la giraffa dal collo lungo, a poter raggiungere la parte più alta degli alberi dove le altre non potevano arrivare.

giraffe

Inoltre da quella altezza i suoi occhi erano i primi a veder arrivare i leoni, cosicché la giraffa dal collo lungo era la prima a correre e mettersi al sicuro dai famelici felini.

Le giraffe dal collo corto smisero di ridere e si estinsero, mentre la giraffa dal collo lungo divenne capostipite di una nuova popolazione, che tuttora prospera.

Oggi tanti giovani, alla ricerca di una loro identità e disprezzando molti aspetti di sé, cercano l’omologazione ed il nascondimento, vestendo in modo uguale ai compagni, scopiazzando comportamenti e modi di parlare.

D’altra parte gli stessi giovani desiderano anche affermare la propria unicità, distinguendosi dagli altri mediante tatuaggi, piercing, tagli e tinte di capelli volutamente assurde o mediante comportamenti estremi e ad altissimo rischio.

Non c’è bisogno di tutto questo per affermare che ognuno di noi è diverso, unico, straordinario.

Si, va bene, ma allora perché non sono bella come Elisa? Perché non riesco a correre veloce come Giulio, perché non ho la straordinaria memoria di Francesco che legge una pagina e già può farsi interrogare, perché, perché, perché…

Siamo abilissimi a trovare negli altri tutte le qualità che ci mancano e che vorremmo, ma molto meno bravi a scoprire le qualità che abbiamo noi.

Diversamente abili

questa definizione, nata per sostituire la vecchia definizione di “handicappati”, si adatta veramente bene a tutti noi e contiene una grande verità.

Quando giocavo ai giochi di ruolo, c’era un momento in cui bisognava costruire il personaggio, quello che mi avrebbe poi rappresentato nel gioco.

Bene, la tecnica era che si avevano a disposizione 100 punti da distribuire su 10 diverse caratteristiche: forza, resistenza, agilità, precisione, corsa, capacità di comunicare, capacità di negoziare, capacità di disinnescare le trappole, capacità di percepire presenze ostili, capacità di guarire.

Char attributesOvviamente distribuendo 10 punti ad ogni caratteristica si sarebbe creato un personaggio assolutamente normale, ossia un mediocre, senza nessuna particolare qualità.

Ma, se si voleva creare un personaggio in qualche modo straordinario, bisognava recuperare punti abbassando i valori da qualche parte.

L’abilità nel gioco era poi quella di mettere a frutto le qualità del personaggio, cercando di minimizzare le conseguenze dei valori bassi, che erano diventati i suoi difetti.

In un combattimento, ad esempio, avendo poca forza, si doveva sfruttare bene l’agilità per tirarla alla lunga ed arrivare là dove il nostro personaggio, cui avevamo conferito un elevato valore di resistenza, potesse facilmente prevalere.

Credo che

Dio nella Sua giustizia

ha dato ad ognuno di noi

i suoi 100 punti,

le sue qualità e le sue debolezze.

Le nostre qualità ci servono non per essere ammirati, amati o invidiati, ma piuttosto per amare, per renderci utili, per cooperare, per metterci al servizio degli altri, mentre le nostre debolezze ci servono per essere amati, per dare ad altri la possibilità di aiutarci.

In fondo penso che Dio ci abbia dato un segno di questo, creando la Terra sferica, perché, indipendentemente dalla propria posizione, diversa da quella di chiunque altro,

ogni Uomo si trovi

sempre esattamente

alla stessa distanza

dal Centrohttp://www.dreamstime.com/stock-photo-global-communication-image22198030

Un’estate io, mia moglie ed i miei tre figli viaggiavamo verso una località marina molto prestigiosa, dove avevo avuto la fortuna di prenotare ad un ottimo prezzo due camere comunicanti in un bellissimo albergo con piscina.

All’arrivo, però, trovammo l’albergo abitato da strani personaggi; si trattava di quelli che allora chiamavamo handicappati, giovani e vecchi, con disabilità di tutti i tipi, dalle più lievi a quelle gravissime, radunati e spediti in soggiorno premio dal Comune di appartenenza.

A quella vista, confesso che restammo interdetti e volevamo tornare subito indietro, ma io avevo guidato per sei ore consecutive e volevo almeno riposarmi un po’, così decidemmo di restare almeno per un giorno.

Dopo poche ore eravamo completamente coinvolti: un uomo su una sedia a rotelle mi chiese se poteva offrirmi un caffè, due o tre signore avevano circondato mia moglie e stavano chiacchierando amabilmente, mentre i miei figli giocavano a bordo piscina con bambini handicappati in vario modo.

All’inizio mi sembrava che ci lasciassimo coinvolgere per quel senso del dovere, generato dal disagio di essere noi i fortunati, che avevano tutto e quelli i poveri sfortunati che non avevano niente.

Pian piano però ci sentimmo veramente assorbiti dalla gioia di vivere e di comunicare che emanava a fiumi da queste persone. Riuscirono, loro, perfino a trascinarci in una discoteca, luogo che non frequentavamo più da anni e che la loro presenza aveva purificato completamente dal senso di luogo di trasgressione, per farne, inaspettatamente, il luogo dell’allegria e della condivisione.

Alla fine delle due settimane ce ne andammo con le lacrime agli occhi, consapevoli di aver trascorso giorni indimenticabili e di aver assistito a veri e propri miracoli d’amore.

Questa gente sapeva amare, sapeva essere attenta alle esigenze dell’altro, sapeva servire con allegria, sapeva trasformare gli adempimenti più pesanti e vergognosi in atti di amore giocoso.http://www.dreamstime.com/stock-image-disabled-musician-doing-thumbs-up-portrait-handicapped-black-suit-outdoors-image36615291

Inaspettatamente, i portatori dell’handicap più grave, quell’incapacità di amare che ci costringeva a stare impietriti, sempre curvi a guardare le nostre esigenze, eravamo proprio noi.

Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito;

vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore;

vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.

E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune….. 

Ma tutte queste cose è l’unico e il medesimo Spirito che le opera,

distribuendole a ciascuno come vuole.                      

(1 Cor. 12, 4-11)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Per concludere queste riflessioni, voglio tornare ai giochi di ruolo dove spesso si forma un party, una squadra, fatta di personaggi molto diversi tra loro, che deve superare un percorso insidioso, ricco di nemici, trappole ed ostacoli.

GDR2In ogni singola circostanza solo la cooperazione  dei diversi personaggi, con le loro varie abilità, consentirà a tutta la squadra di superare l’ostacolo e raggiungere l’obiettivo.

Se il personaggio fosse stato solo o in compagnia di altri simili a sé, sarebbero sicuramente mancate al momento opportuno delle abilità necessarie e l’impresa sarebbe naufragata alla prima seria difficoltà.

Dunque non ti lamentare più dei tuoi presunti difetti, i quali, forse, sono proprio quelli che ti stanno costringendo ad uscire dal tuo bunker ed a cercare l’aiuto degli altri, ma mettiti piuttosto a cercare seriamente dove sono quelle qualità che il Creatore ti ha certamente assegnato, perché anche tu possa servire ed amare gli altri, cooperando al grande progetto di costruzione dell’Umanità.

Sei anche tu un diversamente abile, ma ricordati sempre che la storia della vita è costellata dai successi dei diversamente abili.

Se veramente pensi che la porzione di terra che ti è capitata sia un deserto, comincia a scavare, continua a scavare e vedrai che troverai il petrolio.

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Anche in questo caso possiamo senz’altro affermare che

la sfiga non esiste!

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