Dio disse: “La terra produca esseri viventi secondo la loro specie:

bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie”.

E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame

secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie.

E Dio vide che era cosa buona.

(Genesi 1, 24-25)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Non ci sono più dubbi, abbiamo tutte le prove scientifiche necessarie per affermare che

la vita ha percorso un lungo cammino,

un cammino durato miliardi di anni per arrivare alle forme di vita che conosciamo oggi.

mandalafullQuesto cammino, questa capacità di adattarsi alle continue sfide poste dall’ambiente, di apprendere e migliorarsi continuamente, di evolvere verso forme più complesse e intelligenti è ciò che distingue la vita da qualsiasi macchina, per quanto sofisticata possa essere.

 

Quelle prime cellule fragili ed elementari (se confrontate alle forme di vita ben più mature e organizzate che conosciamo oggi) hanno dovuto superare enormi ostacoli e difficoltà pur di centrare il loro obiettivo: crescere e moltiplicarsi.

Se all’epoca ci fosse stato qualche bookmaker che avesse accettato scommesse circa le possibilità di successo di queste prime forme di vita, penso che nessuno avrebbe scommesso nemmeno pochi centesimi.

Alla prima tempesta, alla prima siccità, alla prima glaciazione, alla prima eruzione vulcanica, al primo impatto di un grosso meteorite….

era facile prevedere che questi poveri esserini sarebbero stati spazzati via.

 Radunerò io stesso il resto delle mie pecore

da tutte le regioni dove le ho lasciate scacciare

e le farò tornare ai loro pascoli;

saranno feconde e si moltiplicheranno.

(Ger 23,3)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

 

Ma le cose, sorprendentemente, non sono andate così: la vita ha resistito ad ogni sfida, ha subito gravi perdite, ma

un piccolo resto è sempre sopravvissuto

ed ha progressivamente conquistato tutta la superficie terrestre, il cielo e la profondità degli oceani, le caverne più buie e profonde, i ghiacciai ed i deserti, fino a modificare l’ambiente stesso.

Ad ogni nuova sfida posta dall’ambiente, la vita ha risposto con nuove strategie, nuove invenzioni, occupando nuove nicchie.

Ti farò un piccolo esempio.

All’inizio le prime cellule si procuravano l’energia necessaria con un processo chiamato fermentazione (quella del vino per esempio).

Questo processo richiedeva  la demolizione di speciali molecole/carburante,  all’epoca formatesi in prevalenza nello spazio per effetto delle radiazioni cosmiche e poi recapitate sulla Terra attraverso meteoriti e comete.

Il tempo passava, le cellule si moltiplicavano mentre le molecole/carburante venivano consumate e pian piano cominciavano a scarseggiare.

E’ l’inizio della fine? Assolutamente no, anzi è la premessa di un nuovo esaltante inizio. La risposta della vita alla sfida dell’energia si esercitò in due direzioni, entrambi sorprendenti ed efficaci.

Prima soluzione: 

la cattura dell’energia solare

http://www.dreamstime.com/stock-images-scheme-photosynthesis-vector-illustration-image34345054

Si tratta di una vera e propria invenzione: prova e riprova tra tutti i miliardi e miliardi di combinazioni possibili ed ecco che, al momento giusto, “appare” una molecola nuova, con proprietà straordinarie. Nessuno avrebbe potuto prevedere la comparsa della clorofilla.

La clorofilla è l’elemento chiave di un sistema che riesce a catturare energia dalla luce solare, utilizzandola per costruire l’ambita molecola-carburante, lo zucchero, a partire da componenti semplici, abbondantemente disponibili sulla Terra, come l’acqua e l’anidride carbonica.

Ha origine così il mondo vegetale, un mondo silenzioso, che cresce lentamente, si muove ancor più lentamente, ma che ricoprirà tutta la Terra con mille tonalità di verde. Questo mondo non accumula solo energia per se stesso ma diventerà anche cibo/energia per il mondo animale, che senza quello vegetale non potrebbe sussistere.

Ma non solo questo. Il processo di fotosintesi che si svolge nelle foglie verdi delle piante produce, quale prodotto di scarto, la liberazione di grandi quantità di ossigeno nell’atmosfera.

Più avanti, nel corso dell’evoluzione, qualche nuova forma di vita scoprirà il processo della respirazione, mediante la quale sarà possibile utilizzare l’ossigeno per generare energia con un processo 100 volte più efficiente della “obsoleta” fermentazione.

La respirazione introdurrà nuova linfa vitale nel mondo animale e consentirà di superare nuovi limiti, un po’ come il passaggio dalla caldaia a vapore di una locomotiva al motore a reazione di un jet.

Ma c’è stata una

seconda brillante risposta

al problema della crisi energetica:

la locomozione

Due cellule vicine, immobili sul fondo dell’oceano, affamate e stufe di veder passare le preziose molecole-carburante a distanza proibitiva, decidono (ovviamente non si tratta di una vera decisione ma di una proprietà spontanea della vita stessa) una nuova forma di cooperazione, basata sulla specializzazione.

Nasce così il primo organismo pluricellulare: una delle due cellule si allungherà a formare una sorta di coda o flagello che consentirà al nuovo “team” di muoversi, mentre l’altra cellula provvederà alla cattura del prezioso cibo.

Il sistema funziona, anzi funziona benissimo e la nuova efficienza prodotta viene immediatamente trasformata in un’intensa attività di riproduzione.

charles-darwin-2Uno scienziato dell’800 Charles Darwin definì la legge universale che regola il processo evolutivo e la chiamò

“selezione naturale”

In base a questa legge, la specie evolutivamente vittoriosa non è quella che ha saputo assicurarsi il maggior benessere, ma quella che ha saputo utilizzare al meglio le risorse disponibili per riprodursi e moltiplicarsi.

Il successo di una forma di vita si misura dalla sua capacità di generare nuova vita: questa è la legge che Dio ha scritto nelle nostre cellule e a cui nessuno può sfuggire.

Comunque, tornando alle invenzioni ed alle scoperte, non vorrei che pensassi che il cammino della vita è costellato solo di esaltanti vittorie.

Egli creò da uno solo tutte le nazioni degli uomini,

perché abitassero su tutta la faccia della terra.

Per essi ha stabilito l’ordine dei tempi e i confini del loro spazio,

perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarlo andando come a tentoni,

benché non sia lontano da ciascuno di noi.

(Atti 17, 26-28)

Non è assolutamente così. I fossili del periodo Cambriano (circa 500 milioni di anni fa) ci dimostrano come la vita nel suo cammino ha sperimentato ogni possibile combinazione, ogni forma, colore, dimensione, piano strutturale,

procedendo a tentonihttp://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-images-leaderless-example-team-image37674269

Tante idee si sono rivelate veramente balzane e da subito fallimentari,  altre sembravano funzionare, ma, alle prime ostilità ambientali, si sono rivelate troppo rigide ed incapaci di adattarsi, altre troppo costose da mantenersi in termini di consumo energetico.

Alla fine si sono affermati i progetti strutturali migliori; ad esempio gli animali a quattro zampe si sono rivelati più efficienti di quelli con tre o con otto zampe, almeno in certi ambienti come le praterie e le savane.

A partire da quel momento, il piano che ha avuto successo non sarà più modificato nella sostanza, salvo introdurre qualche accessorio, alcuni piccoli miglioramenti, una pelliccia, delle orecchie più lunghe, artigli e così via, un po’ come fanno le case automobilistiche accessoriando i modelli di successo ormai maturi.

Quello che noi facciamo nelle simulazioni di laboratorio, la vita lo ha fatto “dal vivo” e Dio ci ha fornito questa storia già compiuta, per indirizzarci verso il progetto che Lui ha su di noi e per aiutarci ad evitare errori fatali.

“Beati i miti,

perché erediteranno la terra”

(Matteo 5,5)

Valga per tutti la storia dei Dinosauri. Erano gli animali più grandi, più forti, più temibili di tutti e per 160 milioni di anni sono stati i dominatori incontrastati della Terra.

http://www.dreamstime.com/stock-image-dinosaur-doomsday-image22649901

Ma la loro grandezza è stata anche la loro debolezza: quando 65 milioni di anni fa la caduta di un enorme meteorite sulla Terra ha oscurato tutto il pianeta, sconvolgendo il clima, provocando la morte di gran parte della vegetazione, rendendo l’aria irrespirabile, i dinosauri non hanno avuto scampo e si sono estinti.

Contemporaneamente, alcuni piccoli mammiferi, simili a coniglietti, si rifugiavano in caverne e piccole tane sotterranee ad attendere che fuori passasse quel putiferio.

Una volta tornata la normalità, i coniglietti sono usciti allo scoperto e si sono inaspettatamente ritrovati padroni del mondo!

http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-images-prehistoric-megalodon-shark-huge-swims-next-to-colorful-coral-reef-clear-ocean-waters-image35287509Stesso destino è toccato al megalodonte, un enorme squalo lungo oltre 15 metri, che è stato per 50 milioni di anni l’autentico terrore delle profondità marine.

Poi, la comparsa di squali 6 volte più piccoli ma molto più agili e veloci gli ha progressivamente sottratto ogni tipo di preda, costringendo il povero (si fa per dire) megalodonte prima alla fame e poi alla definitiva estinzione.

Anche le balene per la loro mole cominciano ad essere in difficoltà, anche se loro non vogliono per niente dominare i mari e si accontentano di rastrellare piccolissimi crostacei e alghe.

Albero della vita2Nonostante questa drammatica selezione, oggi contiamo circa

dieci milioni di specie viventi descritte e catalogate

mentre tutti gli scienziati concordano che queste rappresentino meno del 20% delle specie realmente esistenti.

La vita ha invaso ogni nicchia possibile, invadendola di un caleidoscopio di forme e colori, di bellezza, di armonia, tanto che oggi molti pensano che l’estinzione di una sola specie rappresenti una grave perdita per l’Umanità.

http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photo-dna-chain-image23985805Oggi sappiamo che tutto questo è stato scritto con sole quattro lettere, A C G T su lunghissimi nastri di DNA. Non è questa un’opera da Dio?

Oggi, partendo dal team a due cellule di cui abbiamo parlato, la vita ha prodotto organismi di altissima complessità nei quali oltre cento miliardi di cellule, organizzate in modo ordinato in tessuti ed organi, convivono in modo solidale, ognuna con la sua specializzazione, ognuna pronta a cooperare ed a sacrificarsi davanti al grande progetto di tutte: le sopravvivenza e la riproduzione dell’ “unico organismo”.

Le cellule, che sfuggono alle regole e cominciano a riprodursi per se stesse, determinano la morte dell’unico organismo, ma anche di esse stesse e della propria progenie.

Le cellule, invece, che svolgono ordinatamente il loro compito, usufruiscono di tutti i possibili servizi per vedere, ascoltare, essere difese, scappare, nutrirsi in un modo che mai avrebbero potuto fare da sole.

I più recenti passi dell’evoluzione hanno introdotto l’affinamento dei sistemi di rilevazione (occhi, orecchi, odorato, tatto e anche, perché no, sensori di onde radio e sonar), l’implementazione del sistema nervoso con un centro elaborazione dati sempre più efficiente (cervello) e vie di comunicazione bidirezionali sempre più veloci.

E’ stato necessario implementare anche la protezione dei piccoli, sia prima della nascita che dopo, fino al momento in cui siano abbastanza addestrati da poter sfuggire ai predatori e potersi procurare il cibo da soli.

Già perché, ora, i maggiori rischi provengono non tanto dagli eventi climatici estremi, quanto piuttosto da altri esseri viventi, predatori alla ricerca di cibo.

Errori come restare isolati, lontani dal branco, abbassare la vigilanza, scegliere la direzione sbagliata per la fuga,  possono essere errori fatali e costare la vita; ecco perché i genitori devono addestrare bene i loro piccoli.

Il patrimonio genetico contenuto nel DNA in questo caso, da solo, non basta.

L’ultimo passo evolutivo, di cui vorrei parlarti, perché molto interessante, è rappresentato dalle

“società degli insetti”

E’ un passo che abbiamo visto ripetersi già più volte: gli atomi si aggregano, le molecole si aggregano, le cellule si aggregano, così anche i diversi organismi, a loro volta, si aggregano, comportandosi come un unico super-organismo, assumendo ruoli specializzati per ottenere da questa aggregazione una migliore possibilità di sopravvivenza.

“Stringendovi a lui, pietra viva, rigettata dagli uomini,

ma scelta e preziosa davanti a Dio,

anche voi venite impiegati come pietre vive

per la costruzione di un edificio spirituale”

(1 Pietro 2, 4-5)

Negli alveari, ad esempio, l’ape regina è l’unica che si occupa della riproduzione, deponendo le preziose uova fecondate; mentre alcune operaie si dedicano alla costruzione e manutenzione dell’alveare,  altre sono in giro a raccogliere nettare e polline che saranno poi trasformati in miele, cera e pappa reale, altre si prendono cura delle larve e della regina, ed altre si occupano di difendere l’alveare da eventuali intrusi.

http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-images-honey-bees-image24646979

Il tutto coordinato da efficienti metodi di comunicazione molto originali in quanto le api si trasferiscono informazioni utilizzando tutto un repertorio di danze volanti.

Ma ciò che risulta molto particolare è l’esperienza delle api operaie, che rinunciano a riprodurre se stesse per favorire piuttosto la riproduzione della regina. Un modo diverso di essere aperte alla vita, l’interesse del singolo subordinato all’interesse del nuovo unico super-organismo.

Le api, come le formiche, le vespe e le termiti formano società stabili e ben organizzate, con tanto di prestabiliti meccanismi di successione alla morte della regina.

A quanto ne so, non mi risultano ribellioni e rivolte interne agli alveari, forse perché le api vivono pochi mesi, sono sempre molto occupate e non conoscono la politica.

Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene

di coloro che amano Dio,

che sono stati chiamati secondo il suo disegno.         

(Romani 8, 28)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Prima di passare al successivo importantissimo capitolo, vorrei riepilogare qualcuno degli insegnamenti che potremmo trarre, guardando la vita sul nostro pianeta con un po’ di curiosità e di attenzione.

La vita è un fenomeno unico

iniziatosi su un pianeta eccezionale e basato sulle proprietà straordinarie di un atomo forgiato nel cuore delle stelle.

Nata nella piccolezza e nella precarietà, la vita ha superato difficoltà enormi e momenti difficilissimi, i quali, piuttosto che segnare la fine di tutto, hanno dato lo stimolo giusto per la comparsa di nuove idee, nuove invenzioni, nuove combinazioni, nuove alleanze.

Per miliardi di anni, la vita non si è mai arresa davanti a nulla, anzi si è sempre rafforzata, rendendo i sistemi di controllo e di difesa della propria integrità sempre più complessi ed efficaci.

Ogni successo è rimasto scrupolosamente registrato

Chilometri e chilometri di DNA contengono le esperienze di miliardi di anni di vita.

A volte, nelle sue sperimentazioni, mediante ciechi tentativi, sembrava proprio che la vita avesse imboccato la strada sbagliata, senza una via di uscita e che la bella storia fosse arrivata al termine.

Allora un evento imprevisto, un’eruzione vulcanica, un periodo di glaciazione, la caduta di un grosso meteorite cancellava un po’ di errori e rimetteva la vita nella giusta direzione: crescere e moltiplicarsi, nutrirsi e moltiplicarsi, sfuggire ai predatori e moltiplicarsi, moltiplicarsi e proteggere i piccoli.

Abbiamo visto nascere le piante, una popolazione contemplativa, silenziosa ma essenziale per catturare energia dalla luce solare.

Abbiamo visto api operaie rinunciare ad avere una propria discendenza, per supportare la procreazione da parte della propria regina.

L’idea più forte che ha consentito tutto questo è stata la stabile aggregazione di miliardi di singoli individui in organismi unici, dove sono state applicate con successo le leggi della solidarietà, della cooperazione, della specializzazione, tutto per il bene comune.

Meglio essere una piccola cellula isolata e sperduta in balia dell’oceano, in attesa che qualche molecolina appetitosa passi per caso dalle nostre parti o piuttosto essere parte di un grande organismo che si muove, vede, ascolta, annusa e vive una vita molto più eccitante, anche se questo comporta assoggettarsi al rispetto di alcune normali regole di convivenza?

Direi, in conclusione, che

tutto questo ci insegna a non arrenderci mai

a pensare che ogni evento, anche apparentemente catastrofico, può essere l’occasione di una grande novità di vita, di un’imprevista svolta in meglio, perché la storia della vita, che portiamo dentro di noi, scritta nel nostro DNA, ci testimonia che ogni difficoltà è stata la spinta a trovare nuove soluzioni, che la strada giusta è fatta di cooperazione e solidarietà, che le esigenze del bene comune sono più importanti delle proprie, che

vera vita è “apertura alla vita”

http://www.dreamstime.com/stock-photography-globe-outline-made-birds-animals-flowers-image12723782

Leave A Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *