Gli anni della nostra vita sono settanta,

ottanta per i più robusti,

ma quasi tutti sono fatica, dolore;

passano presto e noi ci dileguiamo.

(Salmo 90, 10)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Un’altra caratteristica del tempo su cui vale la pena di riflettere è che il tempo ha un inizio ed una fine.

L’Universo ha avuto inizio con una grande esplosione circa quattordici miliardi di anni fa e un giorno, tra miliardi e miliardi di anni, esaurita la spinta che lo ha fatto distendere per spazi immensi, tornerà a collassare su se stesso, ponendo fine al suo ciclo vitale.

Hanno avuto fine tante stelle che si sono accese come torce nel buio dello spazio siderale e, una volta esaurito il carburante nucleare, si sono spente con una grande esplosione finale, trasformandosi in un buco nero, un concentrato di materia fredda, buia e amorfa.

death_starQuando si spegnerà il Sole, anche la nostra amata Terra evaporerà come una goccia d’acqua a mezzogiorno sotto il calore dell’ultima grande fiammata della sua vecchia stella amica, che, per miliardi d’anni, l’ha rifornita di luce, calore ed energia.

Tanti uomini prima di te sono venuti al mondo e, compiuta la loro missione, fosse di pochi minuti o di cento anni, hanno concluso la loro vita terrena e non sono più tra noi. Come per loro, anche per te un giorno arriverà la fine del tempo e dovrai lasciare questa casa terrena. Il tuo cuore, salvo accidenti imprevisti, batterà tre o quattro miliardi di volte e poi si fermerà.

Ma la fine del tempo non è un accidente imprevisto, non è qualcosa che si poteva evitare, non è una cosa per cui dobbiamo trovare per forza una causa o una colpa: la fine del tempo è scritta nella profondità di ogni cosa, animata o inanimata: la fine del tempo, la morte (ma sì, diciamola questa parola!) fa parte del progetto di Dio.

traguardo

Basta vedere una tabella della longevità media delle diverse specie animali per capire che ogni specie ha una durata di vita massima predeterminata, scritta in modo inesorabile nell’orologio biologico, nel DNA di ogni cellula.

 Così una mosca non vivrà più di 10 giorni, un gatto più di 15 anni, una mucca più di 20, un pappagallo più di 70, un uomo più di 120 anni, una tartaruga più di 200.

Durata di vita

Anche in assenza di incidenti e di malattie mortali, la morte giungerà per semplice vecchiaia.

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Ma perché, perché Dio ha voluto introdurre nel mondo ciò che a noi sembra una mostruosità?

Proviamo a ragionarci su con qualche esempio.

Sai cos’è un platform game? Si tratta di un videogioco basato generalmente su un personaggio che deve affrontare un percorso superando ostacoli, saltando, correndo, schivando oggetti o altri personaggi per arrivare al suo traguardo finale.

Il personaggio ha una quantità di vita limitata e ad ogni errore ne perde un po’. Quando il livello di vita giunge a zero, il gioco termina improvvisamente (Game over) e tocca ricominciare daccapo.

http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photo-lettering-game-over-background-image35508685Una volta ero lì che giocavo. Quel gioco era molto difficile, ma mi piaceva molto, richiedeva estrema concentrazione e provavo un’emozione intensa nel tentare un passaggio rischioso ed un grande senso di esultanza nel superare, dopo tanti vani tentativi, un passaggio particolarmente ostico.

Progredivo lentamente, giorno dopo giorno, con grande pazienza, dovendo ad ogni sequenza di errori ricominciare dall’inizio, ma diventavo man mano più esperto e riuscivo a procedere più rapidamente e a terminare sempre più avanti, sempre più vicino alla meta. Il gioco era appassionante.

Un giorno però ho letto su una rivista specializzata che era possibile truccare il gioco, inserendo una parola chiave nella schermata iniziale che avrebbe cambiato le regole: il mio personaggio sarebbe divenuto immortale. Questo trucco era stato inserito dai programmatori per poter facilmente verificare e correggere le diverse fasi del gioco, ma ora la rivista lo rendeva disponibile a tutti i giocatori.

Non ci crederai: da quando ho inserito la parola magica a quando ho smesso di giocare il tempo è stato brevissimo. Non c’era più tensione, curiosità, divertimento.

Ciò che prima mi dava soddisfazione, infatti, era il valore delle mie azioni e delle relative conseguenze, il rischio di perdere e dover ricominciare daccapo, la consapevolezza di giocarsi qualcosa di “importante”. La vita infinita del mio personaggio aveva tolto ogni gusto al mio giocare.

Torniamo a noi: il fatto che il nostro tempo sia limitato ci costringe a fare delle scelte, sapendo di non poter percorrere tutte le possibilità. Se disponessimo di tempo infinito potremmo provare tutto ed il suo contrario, non rischieremmo mai nulla e le nostre azioni non avrebbero alcun valore.

Anche in economia, un bene è tanto più prezioso quanto meno ce n’è a disposizione. A volte non ci rendiamo conto di questo fin quando non arriviamo quasi alla fine: gli ultimi dieci euro in tasca, l’ultimo sorso d’acqua in una passeggiata in montagna, l’ultimo giorno della vita nostra o dei nostri cari hanno certamente un valore diverso da quello che avevano i nostri soldi in banca, l’acqua che sgorga infinita dal rubinetto di casa, i giorni che si susseguono uno appresso all’altro, con una vita intera davanti a noi.

A volte è proprio la perdita di una cosa o di una persona cara che ci fa scoprire per intero il valore che aveva per noi e, a volte, sono proprio

gli ultimi minuti

l’ultima possibilità che ci convincono a prendere le cose sul serio e fare le scelte giuste.

Credimi, le parole libertà, discernimento, responsabilità non avrebbero alcun senso se non fossero legate al fatto che in ogni nostra scelta ci giochiamo un po’ del nostro

prezioso tempo limitato

Per questo da giovani ci comportiamo spesso da stupidi, ritenendo di avere ancora tanto tempo, tante opzioni, tante possibilità da non doverci per forza impegnare al momento: le cose importanti le faremo domani o dopodomani o chissà quando. Tanto…c’è tempo.

Per questo da anziani siamo spesso più saggi, dovendo constatare che il tempo che resta non è molto e vale la pena spenderlo nel modo migliore possibile.

Da giovane chiedevo spesso a Dio che mi donasse la Sapienza. Nel giro di pochi anni si sono presentati nella mia vita tre eventi dolorosi di morte: prima mia suocera, poi mia figlia ed infine mio padre.

Alla fine ho capito in un modo serio e profondo ed ho accettato con pace che anche la mia vita, prima o poi, sarebbe giunta al termine e che un giorno anche io sarei morto. Dio aveva esaudito la mia preghiera.

“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo

alla sapienza del cuore”

(Salmo 90,12).http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

 

Il mio tempo limitato non era dunque da sprecare solo in stupidaggini, più o meno retribuite o costose, ma da utilizzare per fare qualcosa di buono, di utile, di importante, di duraturo.

Dio ci ha dato un tempo limitato da vivere perché potessimo essere premiati, perché potessimo fare, assieme a tanti errori, alcune scelte meritevoli, perché potessimo donare almeno un po’ del nostro tempo prezioso ad altri e capire cos’è l’Amore, l’unica cosa che veramente conta e può riempire il buco nero all’interno del nostro cuore.

Un giorno, a 35 anni, ho dato le dimissioni da un’azienda in cui avevo lavorato per quasi 10 anni.

D’improvviso, nei tre mesi nei quali dovevo ancora lavorare lì per completare il dovuto periodo di preavviso, tutto ha cambiato prospettiva: guardai con occhi diversi e maggior comprensione non solo i miei collaboratori, ma anche i colleghi che, per anni, non avevo sopportato, sentii il desiderio di riconciliarmi con tutti e lavorai con nuovo slancio per completare gli obiettivi che mi erano stati assegnati.http://www.dreamstime.com/stock-image-count-down-to-christmas-date-close-up-calendar-page-some-days-crossed-off-red-x-image35858061

Nulla era cambiato, eppure tutto era cambiato, dentro di me: solo per aver preso coscienza del tempo che finisce!

E dopo, cosa c’è?

“Chi sa se il soffio vitale dell’uomo salga in alto

e se quello della bestia scenda in basso nella terra?

Mi sono accorto che nulla c’è di meglio per l’uomo

che godere delle sue opere, perché questa è la sua sorte.

Chi potrà infatti condurlo a vedere ciò che avverrà dopo di lui?”

(Qoelet 4,21)

“Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo,

ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore,

senza però che gli uomini possano capire

l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine.”

(Qoelet 3,11)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

 

Ma dopo la fine del tempo, noi risorgeremo o saremo definitivamente dissolti mentre il nostro corpo ritornerà alla terra? Il nostro spirito si librerà nei cieli immensi dell’eternità saziandosi dell’Amore di Dio o il nostro io scivolerà irreversibilmente nel nulla totale?

La scienza non può aiutarci a scoprire cosa c’è dopo la fine del tempo.

Se veramente esiste una vita fuori dal tempo, perché Dio ci ha impedito ogni comunicazione, ogni avvistamento nell’aldilà?

Una cosa è certa, nel cuore di ogni uomo è presente il senso dell’eternità, dell’infinito, del “per sempre”, anche se questa dimensione appare invece completamente estranea alle leggi dell’Universo materiale.

Il primo segno certo dell’autocoscienza, della comparsa dell’uomo sulla terra è stato il culto dei morti, che ha lasciato sepolture, monumenti funebri, tombe faraoniche. Sembra proprio che la prima domanda che l’uomo si sia posta sia stata: dove vanno i morti dopo che sono morti? E sembra che sin dall’inizio la risposta data è stata: nell’Aldilà.

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Dio ha voluto lasciarci nella semioscurità, diceva Blaise Pascal, il matematico e filosofo del ‘600 che abbiamo già conosciuto: “c’è abbastanza luce per chi vuole vedere e abbastanza buio per chi non vuole vedere”, perché la nostra libertà resti piena, totale, non condizionata dalla certezza assoluta che fuori dal tempo le nostre azioni saranno giudicate e che solo l’Amore resterà per sempre.

Ma Dio ci ha anche mandato messaggi in ogni forma per farci comprendere la Verità nascosta: ci ha mostrato la farfalla uscire da un bozzolo dove era entrata bruco, ci ha mostrato il risorgere primaverile degli alberi che apparivano secchi e morti in inverno, ci ha mostrato la resurrezione del mattino, dopo il sonno notturno così simile alla morte, ci ha mostrato il passaggio doloroso di un bimbo dalla vita sicura ma oscura all’interno del grembo materno alla vita indipendente fuori da esso, dove, in modo del tutto inatteso, sarà accolto nella luce dal sorriso amorevole e gioioso dei suoi genitori.http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photos-monarch-butterfly-milkweed-mania-baby-born-nature-image34003838

Dio ci ha anche parlato di un settimo giorno, il giorno del compimento, invitandoci a viverlo in modo diverso, festoso, nel riposo e nella comunione fraterna.

Questo giorno di riposo settimanale è stato uno dei doni più grandi di Dio: dopo sei giorni per lavorare, correre, faticare, sempre con l’occhio all’orologio, un giorno invece per riposare, per gioire, per stare insieme, per contemplare, un giorno per dire a noi stessi che tutto ciò che viviamo quotidianamente un giorno avrà fine, che la nostra vita non è tutta qui.

Se togliamo all’uomo la prospettiva dell’eterno non resta altro che un faticoso ed inutile dimenarsi per restare a galla, sapendo che nulla vale, perché ogni cosa è di un momento e che perfino le gioie hanno l’amaro retrogusto che preannuncia la loro fine.

Ti sei mai accorto che, nelle cose di questa terra, è più bello desiderare che avere? Perché con l’avere ha inizio l’abitudine, la noia, la corruzione, l’inizio della fine. L’avere ciò che abbiamo tanto desiderato non sazia il nostro cuore, perché subito un desiderio nuovo, più grande è pronto a deviarci verso un nuovo obiettivo.

L’uomo che ha perso la capacità di credere all’eternità ha perso anche la capacità di gustare fino in fondo delle gioie della vita, passando da una disillusione all’altra.

E più il tempo si avvicina alla fine, più emergono rabbia, paura, ansia, depressione, rassegnazione.

Credere all’eternità vuol dire invece vivere ogni giorno da pellegrino, avere una meta, dare ad ogni fatto, ad ogni gesto un significato profondo, avere la capacità ed il coraggio di giocarsi veramente la vita per qualcosa che vale.

Fine

Fuori dal tempo

Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo.Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore,

non ne avrebbe che dispregio.

(Cantico dei Cantici 8,7)

Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra,

perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più.

Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio,

pronta come una sposa adorna per il suo sposo.

Udii allora una voce potente che usciva dal trono:

“ Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro

ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio- con- loro”.

E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte,

né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate”

(Apocalisse 21, 1-4)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

 

Ma, fuori dal tempo, cosa si fa?

Come si vive?

Cosa vale veramente?

Certamente non possiamo sapere nulla, se non che Dio ci sarà più vicino e manifesto, la morte e la sofferenza saranno abolite.

Possiamo però facilmente immaginare che non conteranno più la bellezza, la forza fisica, la salute, l’intelligenza, la giovinezza, l’astuzia, la ricchezza, la cultura, tanti miti del nostro tempo.

Un giorno mi trovavo accanto al letto dove giaceva mio padre morente. Mio padre aveva perso la sua forza fisica, la sua intelligenza, il suo innato umorismo…..A un certo punto dentro di me gridai a Dio: “Cosa resterà di mio padre?”.

In quel momento mio padre aprì gli occhi, mi vide e mi fece un sorriso, che non potrò mai scordare, un sorriso che esprimeva amore, un amore brillante come un diamante, perché purificato da tutte le scorie e le impurità, un amore che non esigeva alcun contraccambio. Anche questa volta Dio aveva risposto al mio grido.

Sono sicuro che ogni uomo, bello, brutto, sano, malato, maschio, femmina, giovane, vecchio porterà con sé  nell’eternità solo il suo bagaglio di Amore.http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-images-jumping-man-image20207759

Non l’amore con la a minuscola, fatto di ricatti, di rinfacciamenti, di commerci, di sessualità egoistica, ma l’Amore con la A maiuscola, che è donazione di sé all’altro, senza condizioni, senza riserve.

Quell’Amore che non giudica, che non misura, che tutto sopporta, tutto perdona, che tutto dona con generosità.

Quell’Amore che Gesù Cristo è venuto a mostrarci nella sua massima manifestazione terrena: prendere su di sé la colpa di altri, accettare l’umiliazione e la violenza somministrate ingiustamente, amare e perdonare i propri nemici, fare dono della propria vita sino alla morte più infamante e dolorosa.

Per questo Cristo è risorto, perché comprendessimo che questo Amore è più forte della morte, è incorruttibile, è eterno.

Questo è il segreto scritto nel cuore di ogni uomo e, troppo spesso, sepolto nell’affanno quotidiano sotto una montagna di cose inutili.

Beato colui che saprà far tesoro dei propri errori, che saprà vivere responsabilmente ogni giorno come fosse l’ultimo, che saprà camminare guardando con fiducia all’Eternità che lo attende, che cercherà di preparare il suo bagaglio riempiendolo di atti d’Amore: questa è la lezione preziosa del tempo.

Spero proprio di non dover passare l’eternità a guardare la mia vita osservando tutte le occasioni perdute, gli atti di odio, d’invidia, di arroganza, di perdoni mai concessi, le mani tese solo a prendere e mai a dare…

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Questo sarebbe veramente l’Inferno

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