“L’altezza del cielo, 
l’estensione della terra,  la profondità dell’abisso chi potrà esplorarle?”  (Siracide 1,3)

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È gloria di Dio nascondere le cose,  è gloria dei re investigarle. I cieli per la loro altezza, la terra per la sua profondità e il cuore dei re sono inesplorabili. 

(Proverbi 25, 2-3)

Cos’è lo spazio? Non c’è una definizione scientifica chiara e facilmente comprensibile di cosa sia lo spazio. Gli scienziati parlano di spazio curvo, di spazio-tempo ed altri concetti matematici o filosofici piuttosto oscuri ai non addetti ai lavori.

Per usare un concetto semplice ed immediato, possiamo immaginare lo spazio come un’enorme contenitore, un pallone gonfiato oppure come il palcoscenico di un teatro, all’interno del quale le cose si muovono, si avvicinano, si allontanano, interagiscono.

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Il luogo all’interno del quale tutto avvieneUn luogo da esplorare, da percorrere, da riempire.

leibnizGottfried Leibniz, matematico e filosofo tedesco vissuto intorno al 1700, riteneva che lo spazio fosse in realtà un insieme di relazioni tra gli oggetti, dato dalle loro distanze e direzioni reciproche.

Concetti come vicino e lontano, grande e piccolo, centrale e periferico, alto e basso, sopra e sotto, largo e stretto, pieno e vuoto, sottile e spesso, superficiale e profondo, ci sono tutti familiari ed esprimono le proprietà di un oggetto, sempre confrontato ad un altro oggetto o ad un punto di riferimento nello spazio. Di fronte al disegno di una capretta non potremo mai dire se sia alta o bassa, grande o piccola, vicina o lontana, se non aggiungiamo almeno un secondo elemento.

Anche noi, per posizionarci alla giusta maniera, per conoscere quali attributi ci si addicono, dobbiamo confrontarci, misurarci a nostra volta con tutto ciò che esiste, fuori e dentro di noi.

“Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio”. (Efesini 3, 17-19)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Esaminiamo dunque una per una le tre dimensioni dello spazio: altezza, larghezza e profondità.

Altezza

“Credi tu di scrutare l’intimo di Dio o di penetrare la perfezione dell’Onnipotente?  È più alta del cielo: che cosa puoi fare? È più profonda degli inferi: che ne sai? Più lunga della terra ne è la dimensione, più vasta del mare”. (Giobbe 11, 7-9)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

???????????????????????????????????????????????????????????????????????????????Usando strumenti sempre più potenti e metodi di misurazione sempre più sofisticati, l’uomo ha cercato di dare una dimensione a tutto ciò che esiste, fuori e dentro di lui, utilizzando come unità di misura il metro (corrispondente grosso modo all’altezza di un bambino di 4 anni), o il piede (foot), pari a circa 30 cm, o il pollice (inch) pari a 2,54 cm, gli ultimi due ancora utilizzati nel mondo anglosassone ed in alcuni particolari settori, come quelli aeronautici, navali o semplicemente per indicare la lunghezza diagonale di uno schermo televisivo. Si tratta in tutti i casi di unità di misura nelle quali l’uomo prende, come riferimento, qualcosa di estremamente familiare per definire la dimensione di una stanza, di un mobile, l’altezza di un palazzo o quella di una montagna.

Il problema nasce quando dobbiamo misurare cose estremamente più grandi od estremamente più piccole dei nostri riferimenti usuali. In questo caso, il metodo più usato per cercare di comprendere e paragonare grandezze enormemente diverse da quelle che ci sono familiari è quello di utilizzare le potenze di dieci.

Cos’è una potenza di dieci? È un modo per esprimere brevemente numeri molto grandi o molto piccoli. Ad esempio, 106 si legge dieci alla sesta ed è uguale a 1 seguito da 6 zeri: 1.000.000 di metri o più brevemente 1.000 chilometri. 100 è uguale ad 1 seguito da 0 zeri e cioè 1 metro, 10-2 è una frazione avente 1 al numeratore ed 1 seguito da 2 zeri al denominatore, in pratica 1 centimetro… e così via.?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????

Man mano che le misurazioni venivano affinate da strumenti sempre più potenti e precisi, l’uomo ha scoperto di essere sospeso esattamente a metà, tra la vertiginosa immensità dello spazio cosmico, popolato di stelle, galassie ed ammassi siderali e l’altrettanto vertiginosa dimensione dell’infinitamente piccolo, popolato di cellule, virus, atomi, neutroni, protoni, quark, elettroni e fotoni.


La scala dell'Universo

Questo link porta ad un bellissimo strumento realizzato dai fratelli gemelli Cary e Michael Huang: una simulazione grafica che permette di scorrere le dimensioni dell’Universo a partire dall’Uomo verso l’immensa grandezza delle galassie più remote oppure nel verso opposto verso l’incommensurabile piccolezza di un neutrino.


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Siamo meno di un granello di polvere nell’immensità nell’Universo, eppure, all’interno di questo granello, c’è  un altro micro Universo, dove la materia ha raggiunto il più straordinario grado di ordine e complessità e dove lo Spirito può aprirsi alla contemplazione.

“L’uomo diventa grande quando nella sua piccolezza raccoglie la grandezza dei cieli e lo splendore della terraEnrico Medi

ed al Padre comune li offre in adorazione e in amore” (Enrico Medi)

 

Dimenticarsi della nostra piccolezza scatenerebbe in noi un orgoglio smisurato.

Dimenticarsi della nostra grandezza ci farebbe sentire un nulla vagante negli immensi spazi siderali.

 Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissate,

che cosa è l’uomo perché te ne ricordi e il figlio dell’uomo perché te ne curi?

Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato:

gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, tutto hai posto sotto i suoi piedi. 

(Salmo 8, 4-7)

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Larghezza

è la dimensione orizzontale, quella che appartiene alla nostra libertà,

quella che possiamo percorrere per avvicinarci o per fuggire, per cambiare punto di vista o per rimanere immobili.

L’uomo primitivo si muoveva a piedi e poteva percorrere non più di 30-40 kilometri in una giornata.

Poi l’uomo ha creato strade, ha scoperto carri e cavalli, imbarcazioni, treni, automobili, mezzi di trasporto sempre più veloci.

Oggi l’uomo ha raggiunto una libertà ed una potenzialità immense: può trasferirsi da una parte all’altra della Terra, percorrendo in aereo oltre 12.000 kilometri in una sola giornata, può comunicare in pochi secondi con ogni parte del mondo.

Tuttavia la nostra esperienza quotidiana ci dice che, tante volte, la cosa più difficile è fare pochi passi, andare incontro a qualcuno per dimostrargli che ci siamo, che gli vogliamo bene, che lo abbiamo perdonato o desideriamo essere perdonati da lui.

E’ facile ridere o scherzare con amici di viaggio, con cui stiamo insieme solo per pochi giorni in un clima festaiolo …….sempreché la nostra libertà non venga calpestata.

E’ facile amare i poveri bambini africani che vediamo alla televisione, che ci fanno tanta pena, magari ci fanno sentire anche un po’ in colpa……e poi distano da noi migliaia di chilometri, senza alcuna possibilità di importunarci veramente.

Ma già un’imbarcazione di profughi che attracca alle nostre coste ci crea agitazione.

“Meglio un amico vicino che un fratello lontano.” 

(Proverbi 27,10)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

La cosa più difficile è proprio amare coloro che ci sono fisicamente più vicini: tua moglie, tuo figlio, tuo fratello, il tuo vicino di casa, il tuo collega….

Da loro spesso ci attendiamo amore, comprensione, gratitudine, aiuto, rispetto, da loro spesso veniamo delusi e feriti più profondamente.

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Ma non pensiamo che anche loro sono stati più volte feriti da noi e magari aspettano da tempo un piccolo gesto di affetto o di riconciliazione.

Ricordo una volta mia moglie nel corso di una lunga telefonata, durante la quale dalla cornetta fioccavano critiche e accuse a più non posso.

All’improvviso mia moglie ebbe un’ispirazione e disse con voce calma ma ferma: “…ma noi ti vogliamo veramente bene!”.

Forse non ci crederai, ma ti assicuro che quella difficilissima telefonata cambiò completamente tono e quella persona si sciolse in lacrime.

“Il Signore disse ad Aronne: “Va incontro a Mosè nel deserto! ”.

Andò e lo incontrò al monte di Dio e lo baciò”.      

(Esodo 4,27)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Ecco perché Gesù parlava dell’amore per il prossimo, colui che ci è più vicino. Perché non potessimo ingannarci: se non siamo capaci di amare le persone più vicine, allora non siamo capaci di amare proprio NESSUNO.

Profondità

“O profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio!

Quanto sono imperscrutabili i suoi giudizi e inaccessibili le sue vie!”

(Romani 11,33)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

Prova a chiudere un occhio. Il mondo intorno a te si è appiattito. Hai perso una dimensione, la profondità.

Se sei in un ambiente familiare, avrai ancora il senso delle dimensioni in riferimento alla tua esperienza pregressa, ma se fossi in un ambiente nuovo rischieresti di allungare la mano a vuoto senza riuscire a prendere la tazza sul tavolo avanti a te.

Per avere il senso della profondità ed uscire da una visione piatta ed anonima, dobbiamo mescolare nel nostro cervello due diversi punti di vista.

Ma per scoprire la profondità non basta solo avere due occhi. Spesso la profondità è nascosta e per scoprirla dobbiamo agire: aprire la porta di un armadio a muro, immergerci nel mare, inchinarci cautamente sopra un abisso, calarci in una grotta sotterranea.Speleolog

La maggior parte di queste esperienze si svolge in luoghi a noi poco familiari, dove regna il silenzio oppure un rumore “diverso”.

???????????????????????????????????????????????????????????????Ma non ci sono solo profondità esterne a noi, c’è anche una profondità dentro di noi, nella quale scendiamo malvolentieri, tutti presi dalla cose e dal frastuono del  “di fuori”.

Per arrivare nel luogo dove il nostro essere è più autentico, dobbiamo agire, aprire la porta e scendere dove forse non vorremmo mai arrivare, dove il silenzio esprime il nostro grido più acuto.

Eppure proprio lì, nella profondità del nostro essere, potremmo sorprendentemente scoprire di non essere soli, potremmo percepire una Presenza amorevole che ci parla di perdono e ci apre una speranza nuova.

“Dal profondo a Te grido o Signore”

(Salmo 130,1)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

L’alternativa è vivere una vita piatta, in 2D, una vita sempre alla superficie delle cose e di noi stessi, una vita senza profondità, con un occhio solo, puntato sulla realtà esteriore che tante volte ci ingannerà e ci deluderà.

“Ecco, il seminatore uscì a seminare. E mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada e vennero gli uccelli e la divorarono.

Un’altra parte cadde in luogo sassoso, dove non c’era molta terra; subito germogliò, perché il terreno non era profondo.

Ma, spuntato il sole, restò bruciata e non avendo radici si seccò.”

(Matteo 13, 3-6)http://www.dreamstime.com/royalty-free-stock-photography-red-book-image25651967

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